Pare sia stata forgiata da un plebeo che sognava di fare l'eroe.
Equipment Planner
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Una mannaia che qualche artigiano ha cercato di rendere più simile ad una spada.
Permette di conciare per le feste un manichino da addestramento, ma non molto altro.
Questa spada ha visto giorni migliori. Sembra sul punto di sgretolarsi.
Utile soltanto per tagliare la legna.
Un'ascia da battaglia improvvisata. Tutto sommato, il risultato poteva essere ben peggiore...
Meglio usarla soltanto per tagliare piccoli alberelli.
Una mazza di legno costellata di spuntoni. Infligge ferite davvero spiacevoli.
Una mazza rozza per un bracciante altrettanto rozzo.
Queste mazze sono assai popolari tra le guardie cittadine: vanno benissimo per spaventare qualsiasi borsaiolo.
In tempi di pace, queste armi vengono usate per trebbiare il grano. In tempi di guerra, per cacciare ladri e disertori.
Quando la diplomazia tra braccianti fallisce, si può sempre ricorrere a questo flagello.
Un colpo ben mirato con quest'arma può spezzare le gambe a qualsiasi avversario.
Un normale martello, utilizzabile anche per estrarre chiodi piegati o rotti.
恨不得能张嘴叫你开工。
Le spade sono troppo costose per i semplici plebei, e dal momento che non è facile fissare mazze ed asce alla cintura, molti preferiscono armarsi di pugnali.
Una lama di fortuna avvolta in un pezzo di tessuto. Un'arma molto comune tra vagabondi e giovani teppisti.
La lama è smussata. Si può usare per tagliare il formaggio.
Un'arma per tempi incerti: una semplice falce fissata ad un manico di legno.
È tanto affilata che un colpo abbastanza potente potrebbe staccare di netto la testa di un avversario dal resto del corpo.
Una modesta lancia fatta in casa, utile per scacciare i lupi che s'avvicinano troppo.
Capace di liquidare rapidamente balle di fieno e avversari distratti.
La doloire viene spesso chiamata "ascia del carrettiere". È comunemente brandita dai carovanieri posti a difesa di carri militari.
Ideale per tagliare alberi. Non altrettanto ideale per tagliare teste.
Non è una vera e propria arma, ma lo diventa ogni volta che la guerra bussa alla porta dei contadini.
Un'arma testata nel corso di millenni di caccia e raccolta.
Non è facile ferire seriamente un avversario corazzato con questa mazza, ma è possibile lasciarlo senza fiato.
Un'arma di fortuna ricavata da un vecchio attrezzo agricolo. Poco resistente e ancor meno semplice da brandire.
Talvolta, i contadini più audaci si armano di questi archi per cacciare nei terreni riservati ai loro lord.
Un semplice arco di legno, poco flessibile e inadatto agli arcieri neofiti.
È molto più semplice imparare ad usare una balestra piuttosto che un arco, ma la pratica costante è essenziale in ogni caso.
L'inseparabile amica di molti pastori, perfetta per allontanare i lupi solitari dal gregge.
Il materiale lascia molto a desiderare, ma l'ingegno dimostrato dal suo creatore è indiscutibile.
Stando alle antiche leggende, San Dekar abbattè un troll di foresta servendosi di un'arma come questa.
I bastoni come questo rendono ogni viaggio più facile.
Un vecchio bastone che ha visto tempi decisamente migliori.
L'insolita forma di questi proiettili gli consente di penetrare le corazze leggere e la carne.
Aumenta del 1.25х la prob. degli attacchi a distanza di far vacillare, spiazzare e stordire.
地上到处都是。
普普通通的弓箭,可以打猎,也可以打仗。
Frecce capaci di penetrare le armature leggere ma non particolarmente letali.
Dardi capaci di penetrare le armature leggere ma non particolarmente letali.
Queste frecce tendono a penetrare in profondità nella carne per provocare gravi sanguinamenti. Sono tuttavia piuttosto pesanti, ingombranti e poco efficaci contro le armature.
Questi dardi tendono a penetrare in profondità nella carne per provocare gravi sanguinamenti. Sono tuttavia piuttosto pesanti, ingombranti e poco efficaci contro le armature.
普普通通的弩箭,可以打猎,也可以打仗。
La lama riporta un'iscrizione ormai sbiadita dal tempo... le parole non sono più decifrabili, ma Arna le ricorda a memoria.
Hilda ha costruito questa lancia usando alcuni resti del suo vascello naufragato. Le sue mani conoscono tutti i graffi e gli incavi che serpeggiano lungo l'asta.
Il numero degli intagli presenti su un arco può provocare orgoglio o ammirazione. Dipende da chi li ammira.
I bastoni delle streghe hanno due scopi: alimentare le vite delle loro padrone e canalizzare gli anatemi più crudeli.
La migliore amica di ogni viaggiatore solitario.
Forgiare una spada del genere rappresenta una sorta di prova di maturità per i fabbri apprendisti.
Questo genere di spade viene generalmente fornito alle guardie di medio rango.
Queste spade vengono prodotte a centinaia nelle fucine più abbiette.
A contadini e braccianti non è consentito possedere spade. Ma la legge non si pronuncia sui falcioni, quindi...
Compensa la sua breve portata con la capacità di penetrare le armature.
Uno strumento utile: permette di liberare un sentiero nel bel mezzo della selva, tagliare legna o scuoiare un animale morto.
Un'arma tradizionale dei clan di Fjall, originalmente adottata dalle guardie poste a difesa delle Frontiere Settentrionali per poi diffondersi nel resto del regno.
Basta una dozzina di spuntoni per trasformare una semplice mazza in un'arma assai più letale e minacciosa.
Quest'arma è spesso rinominata "chiocciola" dai contadini a causa della forma ricurva della sua estremità che ne aumenta l'efficienza contro i bersagli ben corazzati.
Più pericolosa di una semplice clava, ma comunque indegna di essere paragonata alle mazze più pregiate.
Le milizie cittadine rappresentano l'ultima spiaggia contro gli invasori. E si servono di qualsiasi cosa possa somigliare ad un'arma.
Un'arma assai imprevedibile, usarla richiede molta più destrezza di quanto non si pensi a primo impatto.
Come i giocatori d'azzardo di Aldor dicono spesso: "Tieni sempre un asso nella manica e un pugnale nello stivale."
Il suono del nome di questo pugnale evoca l'immagine di un uomo che soffoca nel suo stesso sangue.
Un coltello da caccia piuttosto grezzo, adatto per scuoiare selvaggina e tagliare gole.
Il prodotto di un giovane apprendista intenzionato a forgiare una spada lunga. Lodevole, per quanto imperfetto.
Una lama assai larga e pesante, meglio impugnarla con entrambe le mani.
Il peggior nemico di orsi, lupi e cinghiali. Quest'arma viene usata per cacciare le prede più grosse.
Con grande disappunto di ogni cavaliere, questa semplice arma da plebei è perfettamente in grado di perforare anche le corazze più pesanti.
Non ci vuole molto tempo per imparare ad usare una lancia. È proprio per questo motivo che le milizie cittadine ne fanno largo uso.
Non esiste un singolo attrezzo agricolo che non sia stato riadattato all'uso militare.
Un attrezzo indispensabile per immobilizzare nemici in fuga e bestie selvagge, viene spesso utilizzato da ogni sorta di cacciatori.
Queste alabarde vengono forgiate con acciaio di scarsa qualità, perché le guardie cittadine non si ritrovano a doverle usarle spesso.
È impossibile sapere quanti nobili sono stati uccisi da questa fin troppo semplice arma da contadini.
Un'ascia improvvisata su un lungo palo. L'Armata Grigia usa spesso questo genere di armi.
Esaminando l'arma da vicino, si capisce subito che questo mazzapicchio è chiaramente ispirato alle berdiche di Skadia.
Predecessora delle alabarde, la voulge viene ancora occasionalmente usata da sentinelle e certi miliziani.
Clero e nobiltà hanno tentato più volte di rendere illegale questa lancia. Essa permette anche alla recluta più inesperta di mantenere la posizione contro la cavalleria pesante.
Raduna una folla di braccianti, forniscile delle asce e un buon sergente e nemmeno un avversario meglio equipaggiato saprà come affrontare la forza risultante.
Un singolo colpo di quest'arma è sufficiente per far dimenticare al bersaglio anche il proprio nome.
Pare che fosse un comune martello da guerra, almeno finché un fabbro non ha deciso di rinforzarlo e fornirlo di un manico più lungo.
Le bande di ferro appuntito aumentano drasticamente il peso di questa mazza.
Un colpo fortunato di questo flagello può essere sufficiente a sfondare un elmo e il teschio al suo interno.
I Woodwight erano una banda di ribelli di Eeder che diede parecchio filo da torcere alle autorità reali dello scorso decennio. Alla fine vennero tutti catturati e squartati... ma le loro armi continuarono a 'vivere'.
La sua efficacia risiede interamente nelle capacità di chi lo brandisce - di conseguenza, si rivela del tutto inutile nelle mani di un novizio.
Questa arco combina una buona portata alla capacità di abbattere grossi bersagli.
Le balestre sono ideali per la caccia: la loro precisione e la loro potenza lasciano ben poche possibilità di salvezza anche alle prede più grandi.
La tracolla facilita il processo di ricarica e permette all'utente di rilassare i muscoli dorsali durante i tiri.
Le guardie dei villaggi vengono spesso reclutate tra la plebe, dove molti hanno già una certa familiarità con l'arco. Lo stesso non si può dire delle guardie cittadine: è molto più facile dotarle di una balestra anziché addestrarle al tiro con l'arco.
Quando si difende la propria casa, nessun'arma risulta troppo umile.
Un'arma adeguata per cacciare piccole prede. Richiede pratica e una certa destrezza.
I braccianti non sono avezzi al combattimento ravvicinato, preferiscono usare le fionde... anche se a questo consegue il disprezzo dei nobili.
Certi guaritori Aldoriani usano speciali incantamenti sui loro bastoni, spesso suscitando le ire dei preti di villaggio.
Il fido compagno di coloro che si recano in visita ai luoghi sacri del regno.
È nata come arma d'addestramento, ma è capacissima di sfondare il cranio di un avversario distratto.
Un ramo d'albero annerito dal tempo e ricoperto di strane incisioni... basta fissarlo un istante per sentirsi pervadere da una forte ansia.
Una vecchia balestra restaurata con cura, seppur in fretta. Sul teniere sono state intagliate le parole iniziali di un'importante preghiera Ieronita.
Pare che i negromanti amino profanare le tombe dei sacerdoti per impossessarsi dei loro teschi e usarli per decorare questi bastoni.
Adatta per i combattimenti a formazione serrata.
Un'arma assai affidabile. I fabbri della Gilda ne producono ogni giorno a dozzine.
Duellare, saccheggiare, assassinare... questa spada può fare di tutto.
Una singolare imitazione delle lame orientali, questa spada è il risultato del fascino che molti umani provano per gli elfi.
Una lama che richiede davvero poca manutenzione. Si dice che le tribù della Steppa Dorata si curino delle proprie spade usando delle spezie speciali.
Queste asce non sono molto popolari ad Aldor, ma sono diffusissime a Skadia. Se la lama è troppo smussata, si può colpire usandone la testa.
Erette dagli Antenati, le Cripte celano innumerevoli ricchezze e altrettanti orrori. Soltanto i guerrieri più forti hanno l'audacia necessaria a esplorare le loro sale proibite.
La flotta commerciale di Brynn è piccola ma ben difesa. Queste accette permettono ai marinai di difendersi in caso di un'incursione pirata.
Un'arma assai diffusa tra i nomadi del deserto. Ogni membro delle tribù ne riceve una dopo essere sopravvissuto alla sua prima battaglia.
Meglio mantenere le distanze da qualunque guerriero impugni quest'arma: mozza arti e teste con ugual facilità.
L'unica cosa che un nano apprezza più di alcol e saccheggi è una buona ascia.
Un'ascia assai bilanciata. Leggera e facile da maneggiare, ma abbastanza potente da penetrare attraverso scudi e armature.
Consente un'impugnatura assai confortevole, l'ideale per le incursioni contro le carovane nemiche prive di difese.
Un colpo o due di quest'arma saranno le ultime stelle che i tuoi avversari vedranno nelle loro vite.
Un randello può diventare un'arma molto efficace. La gente di Skadia lo sa bene.
Cosa rende una mazza flangiata tanto vantaggiosa? Il fatto che non rimarrà mai incastrata nel teschio sfondato delle sue vittime.
Si tratta di una mazza flangiata particolarmente efficace contro le armature a scaglie diffuse nelle terre dell'Impero di Maaf.
Un martello che può lasciare un buco nelle armature più resistenti ma che non si dimostra altrettanto efficace contro i bersagli più agili.
La fattura è indubbiamente Brynniana e unisce una testa ricca di spuntoni con una punta affilata più tipica del Sud.
I martelli da guerra di Skadia sono esemplari per la loro qualità, perciò vengono spesso ricercati anche al di fuori del loro paese d'origine.
Quest'arma può riservare un sacco di sorprese... sia a vantaggio che a svantaggio dell'avversario. Dipende tutto dall'abilità di chi la brandisce.
La facile manutenzione e l'ampio potere offensivo del mazzafrusto lo rende una scelta molto gettonata tra gli Irruenti, soprattutto negli scontri contro i non morti.
Un pugnale assai facile da impugnare e ideato per non penetrare troppo a fondo nella carne delle sue vittime.
Il baselardo è un pugnale molto popolare tra i nobili come anche tra la plebe, ma viene spesso visto più come un accessorio che come un'arma.
Un giorno potrebbe salvarti la vita. Non si sa mai.
Ogni mercante che si rispetti ne possiede uno. Si rivela assai utile quando si deve discutere con i clienti insoddisfatti, a meno che essi non siano in superiorità numerica.
Queste spade sono molto indicate contro i nemici pesantemente corazzati, e ciò le rende particolarmente popolari tra i comuni fanti.
I soldati veterani sono soliti munirsi di armi migliori, spesso acquistate grazie all'oro dei loro signori.
I fabbri di Nistra non hanno mai smesso di forgiare armi antiche, ma ora le creano con l'acciaio piuttosto che con il ferro.
Il cuore dell'esercito della Magistratura, l'Avanguardia, si compone di mercenari. Una buona paga, birra a volontà e spade onorarie assicurano la fedeltà di qualsiasi libero professionista.
Se la sua punta viene affilata a dovere, la "lingua di bue" può penetrare nella carne di un avversario ed infliggere orribili ferite che impiegano molto tempo a guarire.
Il suo scopo primario è arrestare la cavalleria nemica lanciata al galoppo, e ci riesce pienamente.
I nani di Fjall si servono raramente di lance in battaglia, considerandole attrezzature da caccia, indegne del campo di battaglia.
Un'arma piuttosto insolita, solitamente fornita in dotazione alle pattuglie delle strade più isolate.
La fanteria Aldoriana ama le alabarde per via della loro versatilità. Poter sferrare affondi e fendenti con la stessa arma rappresenta un grande vantaggio in battaglia.
Si dice che siano stati gli abitanti delle Isole di Bronzo ad ispirare i fabbri di Aldor a forgiare un'arma dalla forma così strana.
Forgiato dai fabbri del Consiglio usando ben poco metallo, permettendone una produzione assai economica.
Solo i guerrieri più forti riescono a brandire efficientemente quest'ascia.
Ai nani di Fjall è occorso poco tempo per adottare le berdiche di Skadia. Data la natura mercenaria di quei guerrieri, le berdiche si sono poi diffuse anche a Nistra.
Tutti quegli spuntoni hanno diversi usi: possono agganciare l'arma del nemico, far cadere un cavaliere dal suo destriero, dare il colpo di grazia ad un avversario ferito...
Quest'arma viene spesso impugnata dalla cavalleria di Skadia, ma le sue origini sono da attribuirsi ai Polioti, una tribù situata sulle coste del Mar Gelante.
Molti lo negheranno, ma gli Aldoriani hanno appreso molte cose dai nani... tra cui le tecniche di forgiatura di armi come questa, per esempio.
Se l'armatura del nemico è in grado di resistere ai forti impatti, quest'arma è comunque adatta a colpire anche il suo collo scoperto.
Ci si può rompere la mascella anche solo pronunciandone il nome.
Meglio non farsi colpire da quest'arma: i suoi colpi non si limitano a spezzare le ossa, ma lasciano anche profonde ferite da penetrazione.
La maggior parte delle Cocolle, i fanatici seguaci di Neer, provengono dalla classe contadina, dunque non stupisce che siano armati perlopiù di flagelli pesanti.
Neppure una corazza di piastre può offrire garanzie quando subisce un colpo diretto da un'arma del genere.
Per imparare a usare un arco come questo è necessario iniziare ad allenarsi fin da giovani, usanza diffusa in molti villaggi di Aldor.
I nani non nutrono grande rispetto per gli archi. Di solito li riservano per i giovani che non sono ancora pronti per gettarsi nelle mischie e sopravvivere.
Il tasso viene generalmente usato per costruire archi lunghi, ma alcuni artigiani si assestano su dimensioni ridotte.
Un arco creato dai nomadi di Jarim, spesso usato da arcieri a cavallo.
Come dice il proverbio, finché Aldor potrà contare su una dozzina di archi lunghi, non sarà mai sconfitta.
La balestra più diffusa tra entrambe le fazioni del conflitto: molto popolare tra i soldati del Consiglio come anche tra i mercenari della Magistratura.
I soldati delle guarnigioni di Maen apprezzano molto la semplicità, la leggerezza e la versatilità. Il design di questa balestra combina tutte queste qualità.
Il martinetto è un meccanismo che ha reso le balestre ancor più letali di quanto già non fossero. Esistono almeno una dozzina di ingegneri e artigiani diversi che affermano di averlo inventato per primi.
Le balestre dotate di meccanismo a leva offrono ottimi tempi di ricarica senza sacrificare la potenza di tiro.
Un'arma leggera e tutt'altro che innocua... perfetta per gli scontri contro le guardie cittadine.
Indispensabile quando una missione di esplorazione si trasforma in una scaramuccia.
Le desolazioni di Ohir non offrono altro che sabbia e pietra, ma le tribù che vi dimorano non hanno bisogno d'altro per difendersi.
Quando affrontarono la ribellione di Eeders, una dozzina di anni fa, ai nobili fu spiacevolmente ricordato che le fionde inastate sono ben più letali di quanto non sembrino.
L'assedio colse Brynn impreparata: i suoi difensori compresero subito che le loro scorte di frecce non sarebbero durate a lungo, perciò si videro costretti a produrre e distribuire un gran numero di fionde.
I bastoni dei monaci Aldoriani sono benedetti dall'Anfitrione e aiutano i fedeli a tollerare le avversità di vita quotidiana e pellegrinaggi.
L'estremità rappresenta un leviatano marino, ed è stata intagliata così finemente che sembra sul punto di mettersi a sgorgare fiamme.
Se ci si abitua ad usare il grosso pomo situato sull'estremità del bastone, si può menare di santa ragione qualsiasi brigante avvicinatosi troppo.
Molti maghi sognano di unirsi ai ranghi degli Irruenti per votare le proprie conoscenze e abilità al servizio della gente comune.
Una volta sopravvissuti all'Accademia e agli primi scontri sul campo, molti maghi optano per investire i loro guadagni nell'acquisto di un bastone migliore.
Un po' troppo fantasiosa, ma a volte l'apparenza è tutto. L'elsa reca lo stemma di una casata nobiliare.
Una preziosa spada appartenuta a qualche nobile nano. Chissà com'è arrivata fino ad Aldor...
Secondo quanto stabilito da un'antica usanza, i nobili di Aldor amano scambiarsi pugnali. Sulla schiena, s'intende.
Non è necessario spendere migliaia di corone per convincere gli astanti della propria ricchezza: è più che sufficiente portare un elegante pugnale dorato al fianco.
Questa lama ha partecipato ed è sopravvissuta ad un gran numero di scontri ravvicinati.
Skonfert è famosa per le sue fonderie e i suoi abili fabbri. Queste spade sono degne di un nobile.
Una spada molto elegante e diffusa tra i mercenari della Gran Magistratura.
Leggera, resistente e facile da impugnare. Perfetta per insegnare una lezione a un cavaliere particolarmente arrogante.
Alcuni nobili ammettono di preferire queste sciabole alle tradizionali spade di Aldor, anche se questo incorre inevitabilmente nella disapprovazione degli altri membri delle loro corti.
Una piccola ascia, facile da trasportare. Può tornare molto utile quando non ci si può affidare ad una spada.
Un'arma molto amata dai corsari dell'Arcipelago di Bronzo, considerata indispensabile durante gli abbordaggi.
Una squadra di abili ingegneri può determinare il buon esito di un intero assedio. Di conseguenza è sempre opportuno proteggerli e armarli a dovere: le scaramucce nei tunnel scavati sotto le mura sono fin troppo frequenti.
Non è facile sollevare quest'arma, ma i suoi fendenti possono essere devastanti.
Nel corso degli ultimi decenni, gli Aldoriani sono diventati particolarmente abili nel forgiare armature pesanti. Ora mirano a lavorare su armi altrettanto dure... come questa.
Un'arma affidabile che non richiede grande abilità da parte del suo proprietario. Viene solitamente usata dai soldati più comuni.
La druzhyna del Principe Anziano non cede terreno nemmeno nelle circostanze più gravi. I suoi membri più distinti avranno il privilegio di ricevere in dono un'arma onorifica dalle mani del Principe stesso.
Una mazza che offre un ottimo rapporto qualità-prezzo: è semplice, facile da maneggiare e assai mortale.
les chefs nomades présentèrent leurs bozdogans aux vainqueurs qui, de façon suprenante, adoptèrent l'arme.
La fanteria armata di questi pesanti martelli è talvolta l'unica cosa capace di respingere un assalto di cavalieri scesi da cavallo.
Nata quasi per gioco, la forma di questo martello ha subito acquisito popolarità e non viene più percepita come una mera stravaganza.
Un'arma assai comune tra i briganti dei monti di Zeinesh. In tempo di guerra essi scendono in pianura per offrire i loro servigi al miglior offerente.
Nelle mani giuste, un mazzafrusto può rivelarsi un'arma mortale e capace di infliggere atroci ferite.
Il galateo cavalleresco stabilisce che i nemici fuori combattimento vanno finiti con un colpo inferto con questo pugnale.
Nelle regioni meridionali di Ahjat viene spesso donata ai giovani che si affacciano all'età adulta.
Certi duellanti diventano così abili coi pugnali da imparare a parare e contrattaccare anche i colpi di spada.
La presenza di un pugnale su una cintura è ciò che separa un guerriero esperto da un principiante: esso conferisce un'inestimabile vantaggio nel momento in cui ci si ritrova a lottare a rasoterra.
Come i mercenari amano ripetere: "Quanto più lunga è la spada, tanto più corti sono i nemici!"
Una spada ben fatta, forgiata con buon acciaio e priva di qualsivoglia decorazione.
Queste spade erano inizialmente riservate ai nobili dei colli di Firn, ma oggigiorno è possibile trovarle in tutto il regno.
I duelli con spadoni a due mani sono una vera e propria forma d'arte, dove riflessi e precisione contano quanto la forza bruta.
Spesso usate dai sergenti della Magistratura. Queste spade non sono affatto economiche, ma valgono ogni corona spesa.
Un lontano cucino del goedengag, forgiato da un esperto armaiolo.
Come un noto comandante Aldoriano amava ripetere, le guerre vengono iniziate dai cavalieri e vinte dalle lance. Lance come questa.
Quando si tratta di ideare armi per uccidere altri membri della propria specie, l'ingegno e la creatività dell'uomo non conoscono limiti.
L'alabarda è nata come arma per mercenari, dunque non bisogna sorprendersi se si è tanto diffusa nell'esercito della Magistratura: metà delle sue truppe provengono da compagnie libere.
È buona pratica adornare armi come questa con pezzi di tessuto dai colori sgargianti per aiutare i soldati a distinguere gli alleati dai nemici nel caos di uno scontro ravvicinato.
Può rompere le armature laminari dei cavalieri di Maaf e i pettorali dei catafratti Nistriani con ugual facilità.
Le azze hanno ottenuto popolarità ad Aldor poco prima dello scoppio della guerra, quando la crescente diffusione delle armature pesanti è diventata evidente.
Dopo che l'esercito Aldoriano venne messo in fuga dalla cavalleria Nistriana durante la battaglia di Col Spinoso, i miliziani di Eeders impararono la lezione e iniziarono ad appuntare speciali ganci alle loro asce.
Nonostante somigli molto ad una lancia, gli affondi del falcione non sono molto efficaci. Si tratta piuttosto di una spada attaccata ad un'asta.
È difficile immaginare armature capaci di resistere ad un colpo diretto di quest'ascia.
I nomadi di Jarimad combattono a piedi soltanto se strettamente necessario. In tali circostanze usano asce simili a queste: si sono dimostrate assai efficaci in molti scontri contro la fanteria pesante di Maaf.
La testa di questa mazza è stata forgiata in modo da essere ugualmente efficace contro corazze leggere e pesanti.
Le numerose guerre combattute contro Aldor hanno influito molto sull'apparato militare Nistriano, che è riuscito a trovare un buon modo per far fronte alle armature a piastre tanto diffuse tra i soldati nemici.
La popolarità di questi martelli tra i mercenari della Magistratura rivaleggia con quella delle alabarde.
La grande versatilità di questi martelli da guerra gli ha fatto guadagnare le lodi dei veterani di Consiglio e Magistratura.
Elmi e corazze pesanti sono i soli che possono resistere alla testa a tre punte di questo martello.
A volte, la soluzione più semplice è anche la migliore. Quest'arma ne è la prova.
Il mazzafrusto a due mani non è certo un'arma molto diffusa. Il motivo è molto semplice: pochi soldati hanno la forza, abilità e destrezza richieste per usarlo.
Un arciere esperto può infliggere grossi danni con un arco come questo.
I Firn hanno la fama di essere ottimi tiratori sin da tempi antichi: i loro archi sono tutt'oggi annoverati tra i migliori sul campo di battaglia.
Bombardare il nemico con una serie di rapide raffiche di frecce scagliate da lontano è una delle tattiche preferite dalla fanteria leggera Nistriana.
I Nistriani di Zeynesh sono forse i più abili arcieri a cavallo di tutto il Continente, rivaleggiati soltanto dai nomadi delle desolazioni di Ohir.
Il processo produttivo di questi famosi archi è avvolto dal mistero: gli abitanti di Eeders non amano divulgare i loro segreti.
Tempo fa, Sua Maestà Brodwyn Der Razen si adoperò per dotare i suoi soldati di balestre come questa. Molti comandanti del Consiglio avrebbero poi deciso di seguire il suo esempio.
Una balestra dotata di un martinetto particolarmente sofisticato che ne semplifica il processo di ricarica.
Dopo che avrai trascorso un paio di mesi ad utilizzare questa balestra, anche gli uomini più forti del villaggio invidieranno i tuoi muscoli.
Non tutte le compagnie libere vengono inviate al fronte: alcune proteggono i convogli dei rifornimenti o vengono adibite ad altri incarichi ausiliari.
Stremare il nemico nel corso di molte piccole scaramucce consente di avere la meglio durante lo scontro principale.
Un buon soldato armato di fionda può rivelarsi letale quanto un bravo arciere o balestriere.
Questo bastone reca ancora il sigillo dell'Anfitrione, a riprova dell'autorità divina conferita al clero.
Nonostante il suo aspetto, questo bastone è sorprendentemente leggero. È inoltre un ottimo conduttore di energia magica.
La lontana Skadia è famosa per i suoi potenti stregoni, i volkhv. Questo bastone deve aver fatto molta strada per arrivare fin qui...
Per anni, l'Accademia di Maen fu il crogiolo adibito all'addestramento dei nuovi maghi guerrieri della corona. Tuttavia, la morte del Re e l'ascesa dell'Armata Grigia ne dettarono la (prevedibile) decadenza.
Un mago guerriero dev'essere sempre pronto a tutto. A volte non c'è tempo per lanciare incantesimi, perciò l'unica opzione è quella di un combattimento ravvicinato.
Questo bastone è abbellito da una pietra quasi indistruttibile... ma è più leggero del legno.
I Criomanti amavano scherzare sul fatto che questo bastone potesse congelare il cuore di un uomo. L'ultima volta che qualcuno ci ha riso sopra è stato più di un secolo fa.
Non provare ad estrarre l'ametista incastonata su questo bastone, a meno che tu non voglia trascorrere il resto dei tuoi giorni in un'altra dimensione.
Il pomo sferico irradia un calore molto forte che, paradossalmente, sembra incapace di scottare o incendiare alcunché. Almeno per ora...
Le malelingue della Cerchia dei Piromanti sono solite affermare che il fondatore della Cerchia degli Elettromanti Frid Konnoken sia morto lasciando scioccamente cadere uno di questi bastoni su una misera pozzanghera d'acqua.
Gli astromanti sostengono che questo bastone sia capace di mimare in modo preciso il movimento del nostro... come lo chiamano? Ah sì, il nostro "pianeta".
Il palmo aperto sulla sommità di questo bastone tende ad attirare sguardi indiscreti... è difficile non notarlo.
Quando viene brandito da mani esperte, questo bastone può rendere letale anche il più debole dei veleni.
Ai tempi delle Guerre Radiose, molti lord altolocati furono più che lieti di unirsi all'esercito di Re Etbert. Alcuni lo fecero per guadagnarsi il favore dell'Anfitrione, ed altri per ragioni più pratiche come gloria e ricchezza.
Questa spada proviene dall'arsenale privato di Re Etbert. Il suo vecchio proprietario deve averla brandita per difendere Aldor dai suoi nemici.
Forgiata da esperti fabbri in tempi immemori, reca ancora la benedizione dell'Anfitrione.
Molto tempo fa le guardie del corpo di Re Etbert erano armate con queste spade ma, dopo la morte del monarca, molte di esse furono rubate dall'arsenale reale.
Questa spada è stata forgiata almeno cinque secoli fa, eppure non ha ancora perso la sua finezza.
L'elsa dorata di questa sciabola è decorata da ornamenti orientali che la rendono una vera e propria opera d'arte.
Sulla lama è incisa una dedica in lingua Sentiana Aldoriana:: "A Gill Korde, per il valore il coraggio dimostrati durante la Battaglia di Arnem."
Sono state scritte intere saghe sul valore marziale e sull'instancabile spirito del leggendario konung Haakon Barbagrigia. La sua guida permise ai nani di conquistare diverse città Skadiane, seppur per poco tempo.
I Tabar sono il simbolo dei Maaf, le casate di guerrieri che detengono gran parte del potere nell'Impero di Ahjat. Nemmeno ai nobili è concesso portarli senza autorizzazione.
Un'ascia che appare assai sfarzosa senza sacrificare la sua efficienza in battaglia.
Per anni le asce sono state considerate armi per braccianti e plebei. Questa concezione è scomparsa quando Re Etbert ha introdotto la moda delle asce riccamente decorate, trasformando queste armi in autentici simboli di potere.
I nobili del Consiglio avevano previsto una vittoria rapida e decisiva... ma si son dovuti ricredere. Ormai la guerra dura da così tanto tempo che le armi baronali stanno venendo tramandate alla generazione successiva.
Le mazze sono molto diffuse a Skadia, dove neppure i comandanti militari d'alto rango le disdegnano in battaglia... ma quest'arma sembra essere di natura cerimoniale.
I Ghazi erano guerrieri dei Regni di Giacinzia che si unirono di propria volontà alla guerra santa atta a respingere l'invasione di Re Etbert. Naturalmente i loro ranghi includevano moltissimi elfi di sangue nobile...
È evidente che chiunque abbia forgiato questa mazza ha messo molto impegno nel suo lavoro. Chi l'ha commissionata doveva essere molto ricco.
I tempi in cui le mazze erano considerate armi da plebei sono ormai lontani, e questo martello dorato ne è la prova.
Una vera opera d'arte... molti esperti d'armi pagherebbero una fortuna pur di aggiungerlo alle loro collezioni.
Il sigillo sull'elsa non lascia spazio all'interpretazione: questo esotico pugnale apparteneva ad Orro Denye, l'unico e inimitabile Duca di Bronza.
La lama è incisa con una dedica ad un tale Idrich Jorg di Aldwynn.
I maestri di spada vengono pagati profumatamente per combattere in prima linea... e non tardano mai a dimostrare che tal denaro è ben speso.
L'elsa di questa spada rende palesi le sue origini: gli armaioli di Brynn amano adornare le loro creazioni con queste decorazioni tanto eleganti quanto pretenziose.
Nonostante il rigido isolazionismo delle Isole di Bronzo, alcuni prodotti locali riescono comunque a raggiungere Aldor. Nella maggior parte dei casi, la merce contrabbandata include vari generi di spade... e non c'è che dire, gli isolani sanno certamente come forgiare delle ottime armi.
I Senza-Volto rappresentano la Guardia Reale della Grande Giacinzia, e sono considerati i più abili guerrieri in tutti i Regni Elfici. Si sono distinti anche nelle prime linee delle Guerre Radiose, quando arrestarono l'avanzata dell'esercito di Re Etbert.
Le Guerre Radianti offrirono numerose occasioni per fare sfoggio della propria fede: la nobiltà non badò a spese per adornare le sue armi ed armature con i simboli dell'Anfitrione.
I missionari dell'Ordine della Mano Trina nelle Isole di Bronzo erano noti come Castellieri: lottarono senza sosta contro la pirateria ed eressero molte fortezze inespugnabili, impresa che gli fece guadagnare il nome con cui sono tuttora ricordati.
È probabile che in passato appartenesse ad un patrizio Sentiano col pallino delle tradizioni belliche delle Isole di Bronzo.
Il celebre armaiolo di Brynn, Etien Morel, creò molti capolavori durante la sua vita, e questa alabarda è uno di essi. Purtroppo egli non sopravvisse all'assedio di Brynn, quando bruciò vivo assieme al suo laboratorio.
Si dice che nel cuore del deserto tra Hazzun e Al-Qaza si estenda il Labirinto, protetto da guerrieri silenti e privi di volto. Nessuno sa cosa si nasconda al suo interno, e nessuno tra coloro che hanno osato addentrarvisi ha mai fatto ritorno.
Il timbro della Gilda fa pensare che questa voulge sia stata forgiata per qualche comandante d'alto rango della Magistratura.
L'ascia lunga è una scelta alquanto insolita per un'arma cerimoniale. A giudicare dalle decorazioni, il proprietario originale ha sborsato una grossa cifra per questo oggetto.
Non bisogna lasciarsi ingannare dall'indoratura: nonostante le numerose decorazioni, quest'arma rompe teschi ed ossa con la stessa efficienza delle sue controparti più semplici.
Un'arma conferita dal Duca Arno di Berro ai capitani delle Piume di Falco per l'eroismo dimostrato nella difesa dei Cancelli Settentrionali.
Un'arma assai comune tra i Frangicorazze Reali, celebre unità difensiva attualmente al servizio del Consiglio.
In passato, queste armi simboleggiavano l'incredibile forza e disciplina dimostrate dai sergenti dell'Ordine della Mano Trina.
Questo magnifico artefatto sembra avere almeno mille anni. Nessuno sa come sia potuto sopravvivere ad un periodo di tempo così lungo.
Un premio conferito durante il Torneo di Aldwynn del 407 a Sir Tibalt der Wald, il quale impressionò il Re centrando ben cinque bersagli mobili nell'arco di un minuto.
I deserti di Ahjat sono spietati, volubili e irti di pericoli. Ma i Guardiani delle Sabbie, adibiti alla scorta delle carovane, sanno bene come affrontare qualsiasi minaccia... che si tratti di bande di nomadi razziatori o peggio...
Probabilmente è stato costruito per un ranger reale come premio per il suo fedele servizio.
Ogni arma ha il potenziale per essere trasformata in un oggetto d'arte.
Un capo cacciatore reale ha tre responsabilità: il re deve trovare sempre numerose prede da cacciare, non deve mai tornare alla base a mani vuote e, soprattutto, deve sempre tornare indenne dalle sue battute.
Poco prima della sua scomparsa, Re Etbert ordinò la formazione di un corpo di guardie armato di balestre. Gli artigiani più abili di Aldwyn vennero incaricati di creare le armi della nuova unità, ma riuscirono a costruire solo una dozzina di balestre prima della morte del monarca.
I nobili ritengono che la fionda non sia una vera arma, bensì un giocattolo degno soltanto di essere usato durante i tornei.
Il leggendario templare Theobrand nacque e crebbe presso una famiglia di mezzadri. Padroneggiò l'arte della fionda sin dall'infanzia e continuò a praticarla anche dopo essersi unito all'Ordine.
I molteplici tentativi fatti per sposare gli insegnamenti Ieroniti e i rituali elfici hanno prodotto un certo numero di santi Aldoriani capaci di vedere il futuro... ma la quasi totalità del clero ha rigettato questa via, ritenendola una perversione delle tradizioni della chiesa.
Un tempo, questa strana arma veniva brandita alla testa di implacabili falangi.
Kasper Stern, il leggendario stregone e mentore dell'Accademia di Maen, visse circa un secolo fa e viene ricordato come un individuo incredibilmente versatile. Conrad II aveva così tanta stima del mago che decise di affidargli una parte dell'esercito reale... un evento senza precedenti!
I soldati di Re Etbert erano soliti chiamare "Sognatori" gli oracoli elfici che lottarono per Giacinzia durante le Guerre Radianti. Molti li ritengono i maggiori responsabili della sconfitta Aldoriana: come si può sconfiggere un nemico che conosce in anticipo l'esito di ogni battaglia?
Gli eremitici Saggi hanno protetto Aldor per secoli, ma ad oggi rimangono figure alquanto misteriose. Pare che molti di essi siano scomparsi senza lasciare traccia alcuna.
Questo bastone riempie l'aria che lo circonda con l'odore di sangue stantio.
A discapito di quanto affermano in molti, gli elfi amano l'artigianato. Questo magnifico bastone ne è la prova lampante.
Ti basta una veloce occhiata per capire che questa spada era originalmente destinata a persone molto più nobili di te.
La lama reca un'incisione, un voto di fedeltà all'Anfitrione e "alla corte"... chissà quale.
Rappresenta un connubio perfetto tra estetica, prestazioni e versatilità: certe spade sono molto popolari tra i capitani delle compagnie mercenarie più rinomate.
Una scimitarra provenuta da terre lontane. Armi del genere costano una fortuna, qui ad Aldor.
Inventata da un fabbro di Aldwynn, è subito diventata assai popolare tra i cavalieri locali.
Un'arma fornita ai capitani della guarnigione di Brynn.
Ora che la centenaria tradizione dei riscatti è soltanto un ricordo del passato, le armi aristocratiche sono diventate più letali e non mirano più a fare prigionieri, bensì ad uccidere sul colpo.
Il retaggio di un'epoca in cui le capacità artistiche dei fabbri nanici erano invidiate in tutto il Continente.
Nessuna armatura può resistere alla forza distruttiva di quest'ascia.
Un'ascia particolarmente adatta per il combattimento su cavalcatura. Viene spesso utilizzata dai cavalieri di Aldor.
I fabbri di Aldwyn possono forgiare le armature più resistenti di tutta Aldor... ma anche armi capaci di penetrare attraverso di esse.
L'arma perfetta per sbilanciare qualunque avversario per poi stenderlo con un sol colpo ben piazzato.
La nobiltà Cherveniana è tanto ristretta quanto orgogliosa. Secoli di rivalità col resto dell'aristocrazia Nistriana l'hanno spinta ad adottare armi e vestiti dallo stile distinto per sottolineare la sua diversità.
Questa mazza è stata frutto di una mentalità assai creativa. La forma insolita della testa e del manico non ne sacrificano l'efficienza.
Gli unici armaioli di Aldor capaci di forgiare una mazza come questa risiedono con ogni probabilità ad Aldwynn...
Nelle mani di un capitano mercenario, questo martello viene visto come un vero e proprio scettro del comando. Naturalmente si tratta anche di un'arma estremamente efficace in guerra.
Tradizionalmente, i nobili aldoriani consideravano la spada l'unica arma degna di un cavaliere, ma nel corso degli ultimi anni molti di loro hanno imparato ad apprezzare anche mazze e martelli.
La gente ricorda un breve periodo in cui gli armaioli delle maggiori città Aldoriane gareggiarono nella creazione dei martelli da guerra più stravaganti. Questo dovette figurare senz'altro tra i vincitori.
I flagelli sono spesso considerati armi da plebei, ma talvolta vengono impiegati anche dai nobili. Questo flagello "per nobili" si distingue per la sua qualità.
Un'arma rischiosa anche per coloro che sanno ciò che fanno.
Quest'arma viene impiegata principalmente durante alcune cerimonie e viene portata soltanto dai guerrieri più abili. Viene di conseguenza adornata senza badare a spese.
L'apparente unità di Jibey, Ahjat e degli altri regni di Giacinzia è puramente illusoria. In realtà, ognuno di essi è un mosaico di tribù, khanati ed emirati su cui il "monarca" locale esercita un potere quasi assoluto.
Il Gran Maestro era la più alta autorità dell'ormai defunto Ordine della Mano Trina. Tuttavia, dato il voto di povertà dell'Ordine, il suo mazzafrusto non reca la benché minima decorazione.
Leggero ed elegante, come un sonetto recitato dinanzi alla lapide di un vecchio rivale.
Uno dei decreti di Re Etbert proibì dispute e litigi tra i suoi vassalli. Fu così che molti conflitti finirono per risolversi tramite intermediari... perlopiù assassini e sicari.
Sulle Isole di Bronzo, ogni disputa viene risolta attraverso un duello combattuto con pugnali creati apposta per l'occasione. Pugnali come questo.
In seguito alla schiacciante sconfitta del Consiglio sotto le mura di Brynn, diversi patrizi decisero di procurarsi una daga di questo tipo per somigliare almeno in parte al Duca di Berro, le cui gesta eroiche contribuirono molto alla vittoria della Magistratura.
Probabilmente apparteneva a qualche duca o barone di basso rango... il tipo di persona che non disdegna mai l'occasione di espandere il proprio arsenale.
La lama ondulata della flamberga infligge ferite dolorosissime, tanto che coloro che chiedono di renderla illegale si fanno ogni giorno più numerosi.
Tecnicamente non è una spada ma un pugnale molto, molto grosso. Rappresenta l'ennesimo tentativo di aggirare le restrizioni imposte dai canoni Aldoriani.
Per il capitano di una banda mercenaria, uno spadone non è una semplice arma ma una prova del suo rango e della sua esperienza bellica. E se bisogna spendere un po' d'oro in più per farlo risaltare, così sia.
Questa spada a due mani è stata forgiata come un modello di pura funzionalità: la sua forza risiede nella sua semplicità spartana e nel suo grande equilibrio.
Un altro grande esempio dell'abilità artigianale delle Isole di Bronzo, dove l'estetica di un'arma viene apprezzata tanto quanto la sua letalità.
Le protuberanze che si diramano su entrambi i lati della punta di questa lancia consentono di parare i fendenti più fiacchi.
A differenza di quelli di un normale forcone, i denti dello spiedo da guerra puntano in direzioni diverse, rendendo quest'arma particolarmente utile per parare gli attacchi nemici.
Esistono due tipi di alabardieri: quelli che preferiscono gli affondi, e quelli che preferiscono i fendenti. Quest'arma è perfetta per chi non riesce a decidere da che parte stare.
Il nome di quest'alabarda deriva dalla sua somiglianza al pungiglione di uno scorpione, nonché dalla sua capacità di infliggere ferite egualmente dolorose.
I cavalieri Aldoriani sono molto legati alle armi tradizionali. Cionondimeno, i numerosi vantaggi delle azze riescono a convincere anche i più testardi.
È necessaria una certa forza per brandire un'azza pesante, ma la sua capacità di penetrazione non conosce rivali.
Una versione più pesante dell'eederascia: il tradizionale gancio è stato integrato nella lama stessa.
Le berdiche di Skadia denotano un certo status sociale. Soltanto i migliori guerrieri hanno diritto a servirsene, ovvero i campioni e le scorte dei principi nobiliari.
Originaria dei dintorni di Forholt, dove veniva spesso impugnata dalle sentinelle a cavallo. Contrariamente a quanto suggerisce il nome, ha molto più in comune con una berdica che con un bastone.
Nonostante l'aspetto impressionante, quest'ascia risulta piuttosto difficile da brandire in un vero combattimento.
Le asce lunghe sono armi esotiche per gli elfi: gli abitanti di Giacinzia che le usano si contano sulle dita di una mano.
Ottima per i guerrieri che vogliono lasciare i loro avversari con la faccia sul fango dopo ogni colpo.
La popolarità dei martelli nei tornei cavallereschi è piuttosto recente, ma in rapida ascesa.
Un battaglione di soldati armato di questi martelli lunghi rappresenta una seria minaccia anche per la cavalleria pesante. Per essere più precisi, rappresenta morte certa.
Quest'arma non ha quasi più nulla in comune con i normali picconi, ovvero gli attrezzi che hanno ispirato la sua creazione.
Gli elfi chiamano questo martello "corno di toro" per via della punta che ne distingue la testa.
Un'arma che ignora spudoratamente i canoni dell'estetica cavalleresca, nata in seguito alla pubblicazione dei numerosi trattati che decantano i vantaggi e le virtù dei mazzafrusti.
Queste armi sono nate in occasione di un torneo cittadino, ed è molto raro imbattersi in un nobile che se ne serva durante una guerra.
Molto potente, capace di far cadere di sella un cavaliere corazzato.
La forma di quest'arco permette di effettuare tiri assai precisi lungo grandi distanze, ma ogni colpo è accompagnato da un rinculo non indifferente.
Durante le loro numerose guerre contro Nistra, gli Aldoriani hanno sempre fatto ampio uso di piccole bande di arcieri mobili adibite ad eliminare bersagli primari come comandanti, alfieri e stregoni.
La compagnia del Falcone rappresenta uno dei distaccamenti più noti dell'esercito della Magistratura. Le sue balestre sono state costruite dai mastri artigiani di Brynn e si ispirano alle armi da tiro elfiche.
Ideali per i tiri di precisione, queste balestre sono capaci di centrare anche i bersagli più lontani.
La potenza di tiro di questa balestra è tale che molti affermano che i suoi dardi possano abbattere anche i nemici al riparo di plutei e mantelline.
Con balestre come questa, la guarnigione di una cittadella può tenere testa ad un intero esercito per mesi.
"Seccante quanto un fromboliere Sentiano"... un detto che risale alle guerre che portarono all'unificazione di Aldor e ancora diffuso nelle regioni occidentali del regno.
I nani di Fjall considerano la fionda un'arma molto più onorevole dell'arco: molti veterani di guerra non mancano di brandirla in combattimento.
Ancor oggi, la tradizione impone a molte famiglie nobiliari di Firn di insegnare l'arte della fionda ai propri eredi maschi.
I ranghi dei Tessincanti accettano soltanto il meglio del meglio: anche le candidature dei più eminenti mentori dell'Accademia vengono spesso ignorate o respinte.
I duelli con bastone sono un caposaldo dei tornei cavallereschi, ma alcuni guerrieri nutrono una tal fiducia nelle loro capacità da portare queste armi anche sul campo di battaglia.
Sembrerebbe che questo bastone fosse destinato a qualche mago guerriero Aldoriano d'alto calibro: le vistose decorazioni ne nascondono il potenziale arcano, rendendolo utile tanto nelle arti marziali quanto in quelle magiche.
I Templari dell'Ordine univano disciplina cavalleresca e abilità magica all'instancabile ricerca dell'Anfitrione... tutto nella speranza di acquisire il leggendario dono della taumaturgia.
L'estremità di questo bastone ha il potere di canalizzare qualsiasi genere di magia.